Il termine «immagine corporea» non fa riferimento semplicemente alla percezione visiva quando si è fermi davanti allo specchio, ma “all’immagine mentale della struttura e delle dimensioni del corpo, nonché dei sentimenti esperiti rispetto a tali caratteristiche e/o a specifiche parti”. È anche noto che tale rappresentazione mentale contribuisce a determinare l’autostima che ha importanti risonanze sulla vita in generale: un’immagine corporea positiva è alla base di una vita qualitativamente più soddisfacente, al contrario, un’insoddisfazione corporea, che si fonda su preoccupazione e malessere, può portare a conseguenze negative; ma non è questo il momento di analizzarle. Vediamo, piuttosto, se è possibile tracciare differenze tra uomini e donne.

Le donne, in particolar modo rispetto agli uomini, hanno sempre dedicato molta attenzione alla cura e alla bellezza proprio corpo; negli ultimi anni, però, quasi indistintamente uomini e donne si preoccupano di avere/ottenere un corpo perfetto, al fine di soddisfare le proprie esigenze e, più di ogni altra cosa, le aspettative degli altri. L’eccessiva importanza che viene attribuita all’immagine corporea, è frutto dell’opinione sbagliata che è possibile essere accolti socialmente nel momento in cui si è identici, se non addirittura migliori, ai modelli che propinano i media. Attraverso questi fattori, è soprattutto la mente dei giovani che, portata a credere di non poter reggere il confronto con tali modelli, aumenta l’insoddisfazione rispetto al proprio corpo e il senso d’inadeguatezza nella società.

In un mondo come il nostro, dove l’aspetto fisico è quasi al primo posto tra le nostre priorità, è difficile avere a che fare con i problemi di natura estetica e anche se alcuni di questi risultano facilmente celabili, ai nostri occhi non lo saranno mai.  Ci sono persone però che riescono a fare del loro difetto, se così vogliamo chiamarlo, una vera e propria virtù e Jessica Grossman ne è l’esempio più puro.

Nata a Toronto, Canada, nel 1989 a Jessica venne diagnosticato il morbo di Chron all’età di 9 anni e dopo lunghi periodi passati in ospedale, nel 2003 fu messa davanti ad una scelta radicale. Vivere con una stomia o morire. La scelta fu ovvia. Dopo l’operazione di ileostomia permanente, venne contattata per sensibilizzare e far conoscere al mondo la sua storia. Nasce così Uncover Ostomy, un progetto che si pone l’obiettivo di ispirare un dialogo positivo e favorire il miglioramento della qualità della vita dei soggetti stomizzati condividendo la propria esperienza di vita.

Jessica, attraverso la sua campagna pubblicitaria, ci insegna che possiamo, ma soprattutto dobbiamo, sentirci normali e perché no, anche sexy.

Come è cambiata la tua vita con Uncover Ostomy?

La stomia mi permette di vivere una vita normale, qualcosa mi è mancato quando ero ammalata ed ero in ospedale

Come vivi il tuo essere stomizzata?

La vivo come una persona normale.

Hai avuto problemi con l’opinione pubblica dopo aver pubblicato le tue foto con il sacchetto in evidenza?

Ho sempre ricevuto riscontri positivi dalla campagna pubblicitaria. A volte, poche persone, dicono che secondo loro la stomia andrebbe nascosta, ciò dimostra quanto la campagna sia importante

 

Hai mai pensato di essere stata discriminata sul lavoro, in palestra o in un altro posto per la tua stomia?

No, non sono mai stata discriminata per il fatto di essere stomizzata.

Cosa hai imparato dal tuo blog?

Ho imparato molto attraverso le esperienze che gli altri hanno vissuto attraverso le loro storie con la stomia, penso ai loro problemi, alle loro lotte, e alle loro vittorie.

In Italia, come anche in altre nazioni, i giovani stomizzati spesso tendono a nascondere quello che sono piuttosto che confrontarsi. Cosa ti senti di dire loro?

Mi piace dire alle persone che non c’è motivo di nascondere la propria stomia. Se vi sentite meglio a nasconderla continuate così, ma non avere pregiudizi su di essa non solo vi libererà dal tenere un segreto con le persone che amate, ma vi aiuterà ad accettare il fatto che la avete.

A ottobre sarai in Italia per la giornata mondiale dello stomizzato. Cosa ti aspetti da questo evento?

Mi aspetto di incontrare persone straordinarie con le loro bellissime storie da condividere.