Dopo la stomia tornerà tutto come prima?

//Dopo la stomia tornerà tutto come prima?

Dopo la stomia tornerà tutto come prima?

No. O almeno non in poco tempo. Ci vorranno mesi forse, o anni, o forse mai più tornerà come prima. L’intervento che porta al confezionamento di una stomia intestinale, (ovvero ad una derivazione in addome dove un sacchettino raccoglie gli effluenti fecali) e’ sempre molto demolitivo. Se manca il retto, la funzione di serbatoio e’ compromessa e all’arrivo di una piccolissima quantità di feci si percepirà il bisogno impellente di defecare. Se la resezione del retto e’ stata ultrabassa (cioè quasi al limite dell’ano), parte dello sfintere anale interno potrà non sopperire più alla sua funzione di “rubinetto”. Fenomeni infiammatori cronici del retto (ad es. se radioterapie o Crohn o RCU ) possono rendere difficile la tenuta delle feci al loro arrivo, causando urgenza fecale e rischio di incontinenza oltre che a fastidiose e dolorose irritazioni. Se manca tutto il colon, deputato alla funzione di assorbire l’acqua, una volta ricanalizzati, le feci saranno comunque uguali a quando avevate la ileostomia. Ecco perché esiste la riabilitazione del pavimento pelvico. Chiedete informazioni dettagliate al vostro medico sul percorso che vi aspetta dopo la chiusura della stomia. Molti pazienti hanno disperatamente chiesto che gli venisse nuovamente confezionata una stomia, non trovando risposte ne’ soluzioni a questi problemi. La riabilitazione non consiste solo in esercizi (che andrebbero fatti durante il periodo da stomizzati), ma anche in lavaggi dall’ano naturale, consigli alimentari, educazione all’assunzione di Loperamide, o altri addensanti come il glucomannano, l’utilizzo di pomate, gel o preparati antinfiammatori (alcuni a prescrizione medica) della cute e mucosa peri anale e intra anale, elettrostimolazione con apparecchio domiciliare tramite sonda vaginale, per non interferire con le agraphes metalliche… E tanto altro.

Le funzioni ano rettali che contribuiscono alla continenza fecale sono: l’integrità dello sfintere anale interno ed esterno (muscoli lisci e striati), il complesso dell’elevatore dell’ano (muscolo), l’accomodazione rettale (se non c’è più il retto o parte di esso questa funzione manca), la sensibilità rettale (che fa percepire quando c’è materiale da evacuare), la sensibilità anale. Come ho detto sopra, è importantissimo valutare queste funzioni prima di chiudere una ileostomia o di essere ricanalizzati dopo una colostomia, poiché l’intervento che ha portato al confezionamento di una stomia, potrebbe essere stato molto demolitivo per i muscoli sfinteriali o potrebbe aver fatto perdere al paziente la sensibilità retto anale.

L’American Gastroenterological Association raccomanda come test significativi per la diagnosi di incontinenza fecale o urgency (=urgenza fecale, quando se non avete il bagno vicino non riuscite a trattenere le feci), i seguenti:

  • La Manometria ano rettale
  • L’ecografia ano rettale
  • Il test di sensibilità rettale e anale

Qualora si sospetti una lesione del muscolo sfintere anale esterno, il chirurgo proctologo potrebbe prescrivere anche una elettromiografia del pudendo con lo studio dei tempi di latenza (valutazione del nervo più importante del pavimento pelvico il cui danno si riflette nella incompetenza dello sfintere a “trattenere”).

Utile e poco indaginosa è la distensione con palloncino d’aria del tratto successivo ai 3-4 cm del canale anale. Vengono misurate le soglie della prima sensazione, dell’urgenza alla defecazione e del volume massimo tollerabile. Solitamente esiste una ipersensibilità e, a volumi piccolissimi, il paziente avverte già l’urgenza defecatoria.

Esistono strumenti per la riabilitazione volumetrica con dispositivi gonfiabili (come il Dilagent) che aiutano a migliorare la resistenza all’urgenza. Un esercizio utile per la resistenza all’urgenza è questo: fermarsi un attimo ed espirare, contemporaneamente introflettete l’addome e stringete lo sfintere anale e i glutei per almeno dieci secondi. Lo stimolo verrà soppresso e avrete il tempo di recarvi in bagno. Tuttavia dovrete cercare di recarvi in bagno solamente in concomitanza dei tre pasti e rimandare gli altri stimoli. Questo favorirà la formazione di una neo-ampolla. Praticare dei clismi (clisteri) con soluzione fisiologica, camomilla o acqua del rubinetto tiepida, per via anale retrograda, e poi scaricare l’acqua naturalmente, per ano naturale, individua la capacità o l’incapacità alla ritenzione dei liquidi ed è altresì una procedura riabilitativa, che la stomaterapista potrebbe insegnarvi. Lavaggi transcorrenti attraverso l’ansa efferente della stomia può dare dimostrazione della tenuta sfinterica (l’acqua si avvierà verso l’ano naturale fisiologicamente). Infine, esercizi mirati al pavimento pelvico possono aiutare a riprendere la continenza o a migliorare la situazione. La manometria ano rettale valuta la pressione di chiusura del canale anale, mentre l’ecografia endo-ano-rettale valuta l’integrità del muscolo o la sua interruzione in senso circolare. Ricordatevi che è un vostro diritto essere a conoscenza della situazione sfinteriale prima di decidere di chiudere la stomia. A volte il paziente è messo nelle condizioni di non poter scegliere tra un sacchetto sull’addome per tutta la vita, con una buona qualità di vita, o un’incontinenza fecale o urgenza defecatoria che lo costringe al pannolino e a non uscire di casa, solo perché non gli vengono spiegati anche i possibili esiti negativi sulla funzionalità della nuova condizione post chirurgica. E anche se qualche medico accenna alla condizione invalidante, la non completa verità sui tempi di ripresa, crea illusioni e sconforto. Il paziente con stomia temporanea pensa intensamente al giorno in cui gli toglieranno il sacchetto dall’addome, quel sacchetto che gli ha salvato la vita ma che nessuno vorrebbe per sempre. E’ giusto desiderare questo, ma è giusto essere consapevoli dei rischi che si corrono a toglierlo, fare le indagini diagnostiche necessarie e poi scegliere, se va tutto bene, di sottoporsi alla ricanalizzazione. Nei centri di riabilitazione del pavimento pelvico potrete trovare anche le soluzioni riabilitative. Sarebbe utilissimo iniziare la riabilitazione durante il periodo da stomizzati e utilizzare quei mesi per le indagini menzionate sopra.

Fanni Guidolin
Stomaterapista specialista nella riabilitazione delle disfunzioni del pavimento pelvicoUlss 2 Marca Trevigiana


Si insegna la contrazione selettiva del muscolo elevatore dell’ano. La terapista spiega la coordinazione tra respiro-addome e perineo

Gli esercizi vengono condotti in posizione seduta, supina e laterale se il paziente ha la stomia, o in piedi. 
By | 2019-01-29T13:31:42+01:00 Gennaio 29th, 2019|Articoli|Commenti disabilitati su Dopo la stomia tornerà tutto come prima?