Decreto “Rilancio”: i provvedimenti per la disabilità

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Decreto “Rilancio”: i provvedimenti per la disabilità

Il decreto legge “Rilancio” è un provvedimento che riprende in parte il precedente decreto “Cura Italia” (decreto legge 18/2020 nel frattempo modificato e convertito nella legge 24 aprile 2020, n. 27) intervenendo in molti settori. A anche il decreto “Rilancio” prevede alcune misure a sostegno delle famiglie riservando qualche attenzione anche alle persone con disabilità. Riportiamo di seguito alcuni punti di interesse:

Proroga dei piani terapeutici

I piani terapeutici che includono la fornitura di ausili, dispositivi monouso e altri dispositivi protesici (previsti dal decreto sui LEA del 2017) per incontinenza, stomie e alimentazione speciale, laringectomizzati, per la prevenzione e trattamento delle lesioni cutanee, per patologie respiratorie e altri prodotti correlati a qualsivoglia ospedalizzazione a domicilio, in scadenza durante lo stato di emergenza, sono prorogati per ulteriori 90 giorni. Il decreto richiama anche le le Regioni affinché adottino procedure accelerate ai fini delle prime autorizzazioni dei nuovi piani terapeutici.

Assistenza territoriale

In tutte le Regioni e le Province autonome verrà potenziata l’attività di sorveglianza attiva a cura dei Dipartimenti di prevenzione, in collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Viene disposto l’incremento dei controlli nelle residenze sanitarie assistite (Rsa), anche attraverso la collaborazione di medici specialisti. Sul territorio sarà aumentata la funzionalità delle Usca, deputate al supporto dei servizi di assistenza domiciliare, anche reclutando al loro interno medici specialisti ambulatoriali convenzionati. Il decreto rilancio prevede il rafforzamento dei servizi infermieristici territoriali, per potenziare l’assistenza domiciliare integrata ai pazienti in isolamento domiciliare e ai malati cronici, disabili, persone con disturbi mentali o in situazioni di fragilità. Con questo obiettivo viene introdotta la figura dell’infermiere di quartiere, 9.600 nuovi infermieri, 8 ogni 50mila abitanti, anche a supporto delle Usca. Risorse stanziate per le nuove assunzioni: 332.640.000 euro. Si aumenta inoltre, con 10 milioni di euro, la disponibilità del personale infermieristico a supporto degli studi di medicina generale, per fronteggiare l’emergenza.

Monitoraggio domiciliare

Per una maggiore sorveglianza sanitaria domiciliare verrà potenziato il monitoraggio, anche attraverso l’uso di app di telefonia mobile. Tutto ciò permetterà di coordinare al meglio i servizi d’assistenza necessari ai pazienti, che riceveranno in dotazione anche i saturimetri per misurare i livelli di ossigenazione, e di individuare subito un eventuale peggioramento clinico di un assistito a domicilio o in una residenza alberghiera, mettendo in moto una tempestiva ospedalizzazione. A tal fine, saranno attivate centrali operative regionali, dotate di apposito personale e di apparecchiature per il telemonitoraggio e telemedicina.

Rete territoriale e USCA

Verrà potenziata l’attività di sorveglianza attiva in tutte le Regioni e le Province autonomea cura dei Dipartimenti di prevenzione, in collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Viene disposto l’incremento dei controlli nelle residenze sanitarie assistite (RSA), anche attraverso la collaborazione di medici specialisti. Sul territorio, sarà aumentata la funzionalità delle Unità speciali di continuità assistenziale (USCA), deputate al supporto dei servizi di assistenza domiciliare, anche reclutando al loro interno medici specialisti ambulatoriali convenzionati.

Estensione dei permessi 104/1992

Il decreto “Rilancio” conferma anche per maggio e giugno l’aumento dei giorni di permesso lavorativo (ex articolo 33, legge 104/1992) già previsto dal decreto “Cura Italia” (art. 24). Come per il periodo marzo/aprile anche per il mese in corso e giugno sono concessi 12 giorni aggiuntivi complessivi di permesso lavorativo a chi assiste un familiare con grave certificata disabilità o al lavoratore con grave disabilità.

I 12 giorni si aggiungono a quelli ordinariamente previsti (3 per maggio, e 3 per giugno). Il totale del periodo è quindi 12+3+3 = 18 giorni lavorativi di permesso.

Rinnovo Congedo COVID 19

Nel “Cura Italia” era previsto un congedo di 15 giorni riservato ai genitori per i figli di età fino ai 12 anni (senza limite di età se con disabilità) retribuito a 50%. Spetta sia ai dipendenti privati (art.23, decreto “Cura Italia”) che ai dipendenti pubblici (art. 25 che richiama il 23).

Il decreto “Rilancio” corregge parzialmente quell’articolo aumentando il periodo del congedo a 30 giorni complessivi (continuativi o frazionati) per il periodo compreso fra il 5 marzo e 31 luglio 2020. Nella sostanza chi non ne ha ancora fruito può contare ancora su 30 giorni. Mentre chi ha usato già i 15 giorni precedenti può usare i rimanenti 15.

Il congedo è compatibile con il contestuale svolgimento dell’attività lavorativa in modalità di smart working. In alternativa a questo congedo ai lavoratori dipendenti del settore privato, ai lavoratori iscritti alla Gestione separata e ai lavoratori autonomi viene riconosciuto un bonus fino a 1200 euro per attività di baby sitting e/o per la frequenza a centri estivi o servizi integrativi per l’infanzia.

Una forma simile di bonus è riservata anche a buona parte dei lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato e del personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico . In questo caso il bonus arriva a 2000 euro. Questi bonus sono incompatibili con il Reddito di emergenza di cui diremo dopo.

Assenze equiparate a ricovero ospedaliero

Dal testo, scritto in modo tecnicamente molto incerto, è possibile estrarre una ipotesi di percorsi differenziati che sono davvero assai onerosi. Ai lavoratori con grave disabilità viene richiesto:

a) verbale di handicap con connotazione di gravità (art. 3. comma 3, legge 104);

b) prescrizione delle autorità sanitarie competenti;

c) (in aggiunta a e b) prescrizione del medico di assistenza primaria.

Il testo vigente non precisa chi siano le “autorità sanitarie competenti”, non precisa chi sia il medico di assistenza primaria; verosimilmente il medico di medicina generale (medico di famiglia). Quindi serve una doppia prescrizione, non certo agevole in un periodo di piena emergenza COVID.

ai lavoratori con immunodepressione, esiti da patologie oncologiche ecc …viene richiesto:

a) verbale di handicap senza connotazione di gravità (art. 3. comma 1, legge 104)

b) attestazione della condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, rilasciata dai competenti organi medico legali;

c) prescrizione delle autorità sanitarie competenti;

d) (in aggiunta a, b e c) prescrizione del medico di assistenza primaria.

Anche in questo caso il testo vigente non precisa chi siano i “competenti organi medico legali”; probabilmente i servizi di medicina legale o di igiene pubblica delle ASL, in questo periodo già sovraccaricate di altri impegni. E ancora non precisa chi siano le “autorità sanitarie competenti” né chi sia il “medico di assistenza primaria”.

Iva su mascherine e dispositivi

Il decreto interviene sull’Iva per le mascherine e altri dispositivi utili nel contrasto all’emergenza Covid-19. Il primo comma dell’articolo 130-bis prevede che d’ora in poi si applichi alle mascherine e a una lunga lista di dispositivi e prodotti l’aliquota Iva del 5%, ma il comma 2 specifica: “Per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, le cessioni di tutti questi beni effettuate entro il 31 dicembre 2020 sono esenti dall’imposta sul valore aggiunto, con diritto alla detrazione dell’imposta”.

Questo l’elenco dei prodotti: ventilatori polmonari per terapia intensiva e subintensiva; monitor multiparametrico anche da trasporto; pompe infusionali per farmaci e pompe peristaltiche per nutrizione enterale; tubi endotracheali; caschi per ventilazione a pressione positiva continua; maschere per la ventilazione non invasiva; sistemi di aspirazione; umidificatori; laringoscopi; strumentazione per accesso vascolare; aspiratore elettrico; centrale di monitoraggio per terapia intensiva; ecotomografo portatile; elettrocardiografo; tomografo computerizzato; mascherine chirurgiche; mascherine Ffp2 e Ffp3; articoli di abbigliamento protettivo per finalità sanitarie quali guanti in lattice, in vinile e in nitrile, visiere e occhiali protettivi, tuta di protezione, calzari e soprascarpe, cuffia copricapo, camici impermeabili, camici chirurgici; termometri; detergenti disinfettanti per mani; dispenser a muro per disinfettanti; soluzione idroalcolica in litri; perossido al 3% in litri; carrelli per emergenza; estrattori Rna; strumentazione per diagnostica per Covid-19; tamponi per analisi cliniche; provette sterili; attrezzature per la realizzazione di ospedali da campo”.

Proroghe per le ricette

Il decreto proroga la validità delle ricette mediche limitative ripetibili o non ripetibili per i pazienti già in trattamento con medicinali classificati in fascia A non sottoposti a piano terapeutico o Registro di monitoraggio Aifa. Nei casi in cui sia prevista una modalità di erogazione attraverso la distribuzione per conto (Dpc) la validità della ricetta è prorogata per una durata massima altri 30 giorni. Per i pazienti già in trattamento, con ricetta scaduta e non utilizzata, la validità è prorogata per una durata di 60 giorni dalla data di scadenza. Per le nuove prescrizioni da parte del centro o dello specialista, a partire dalla data di entrata in vigore del decreto, la validità della ricetta è estesa a una durata massima di 60 giorni per un numero massimo di sei pezzi per ricetta, fatte salve le disposizioni più favorevoli già previste, tra cui quelle per le patologie croniche e per le malattie rare.

fonti: Governo.it – Handylex.it – Sanitainformazione.it

By | 2020-05-15T12:27:15+02:00 Maggio 15th, 2020|Articoli|Commenti disabilitati su Decreto “Rilancio”: i provvedimenti per la disabilità

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