Articoli
LO "STOMA CARE" DAL PUNTO DI VISTA DEL CHIRURGO COLO-RETTALE
Prof. Carlo Pezcoller
Relazione presentata il 14 novembre 2005 al 5°congresso dell'A.O.A ( Asian Ostomy Association ) tenutosi dal 14 al 16 novembre presso il First Hotel di Bangkok, Thailand
Mi fa molto piacere partecipare a questo incontro, perché purtroppo il chirurgo viene raramente coinvolto in simili tavole rotonde. Generalmente si sentono parlare gli stomizzati, come è giusto che sia, le E.T. nurses, le ditte che producono i presidi, ma il chirurgo non viene quasi mai coinvolto! Organizzare tali convegni senza il chirurgo, è come fare una recita teatrale senza il regista ! Manca cioè il vero responsabile della cura del paziente, cura che inizia con la formulazione della diagnosi pre-operatoria, si continua con l'indicazione al trattamento chirurgico, con l'esecuzione materiale dell'intervento e prosegue con le cure post-operatorie e la dimissione. Se non c'è il regista, la rappresentazione sarà quanto mai caotica ed alla fine tutti saranno scontenti il pubblico, gli attori, gli impresari teatrali e quindi nella nostra metafora lo STOMIZZATO. Molte volte mi sono chiesto il perché del mancato coinvolgimento del chirurgo! E' forse colpa di una cattiva abitudine consolidatasi nel tempo? Perché l'intervento chirurgico dovrebbe essere considerato come un atto strettamente tecnico ed il chirurgo solo il suo esecutore materiale? Perché si pensa che i chirurghi, concluso l'intervento, non dovrebbero essere interessati al benessere dei loro pazienti? Simili considerazioni mi sembrano quasi assurde in quanto l'obiettivo di ogni medico, e quindi anche del chirurgo, deve essere proprio la salute del paziente sia da un punto di vista strettamente fisico che psichico. A questo punto mi preme sottolineare che al giorno d'oggi l'iter chirurgico non può ritenersi finito con la dimissione del paziente, ma va considerato concluso soltanto quando lo stomizzato ha terminato il suo percorso riabilitativo ed è quindi autosufficiente e serenamente reinserito nella famiglia, nel mondo del lavoro, nella società. Chi non segue i propri pazienti con un follow-up prolungato nel tempo, non si potrà mai render conto sia dei risultati immediati che di quelli a distanza e quindi non saprà mai se la tecnica adottata è soddisfacente o necessita di correzioni.
Bisogna considerare che la stomia è un vero e proprio nuovo organo e come tale dovrà essere il più perfetta possibile per assicurare una buona qualità di vita. Se l'esecuzione tecnica sarà carente, ci saranno sempre dei problemi più o meno importanti ed inizierà il così detto "iter doloroso dello stomizzato". Soltanto una stretta collaborazione fra chirurghi, E.T. nurses e stomizzati porterà a risultati davvero soddisfacenti. E' quindi importante che queste tre componenti abbiano modo di confrontarsi apertamente , senza pregiudizi o presunzioni, consapevoli che da tali incontri potranno uscire solo dei suggerimenti positivi e migliorativi. Io penso che in ogni ospedale dove esiste un chirurgo che esegue delle stomie, dovrebbe esserci un' unità operativa, con del personale medico ed infermieristico competente, che si occupa dello "stoma care".
A tal proposito l'associazione dei pazienti stomizzati gioca un ruolo fondamentale, perché solo chi vive il problema sulla propria pelle avrà la giusta motivazione per pretendere dalle competenti autorità una maggiore attenzione al proprio problema e sarà in grado di chiedere con determinazione la realizzazione di un centro specialistico per lo "stoma care". Il chirurgo deve essere consapevole del suo ruolo e deve affrontare il problema nei vari momenti del percorso terapeutico-riabilitativo che sono - Periodo pre-operatorio - Periodo intra-operatorio - Periodo post-operatorio - Periodo del follow-up
PERIODO PRE-OPERATORIO Bisogna ribadire il concetto che lo "stoma care" e quindi la riabilitazione inizia fin dal primo contatto in ambulatorio fra lo specialista ed il paziente. Il paziente deve essere informato sulla qualità delle indagini diagnostiche a cui deve essere sottoposto, sul tipo di diagnosi e sul tipo di trattamento proposto al fine di ottenere un consenso informato all'atto terapeutico. Quando si pensa sia necessario praticare una stomia, sia essa temporanea che definitiva, è opportuno coinvolgere il paziente nella scelta della posizione più idonea, illustrando l'intervento, la semplicità dell'uso delle varie sacche, le prospettive offerte dalla riabilitazione. Per meglio valutare la posizione e per dare al paziente un messaggio concreto e rassicurante, è utile posizionare la sera prima dell'intervento una sacca nella sede prescelta. Ogni chirurgo quindi deve dedicare il tempo necessario per spiegare cosa significa avere una stomia, come si gestisce, quali risvolti può avere nella vita di tutti i giorni e nella vita di coppia, compresi quelli di tipo sessuale, avendo cura di trasmettere delle informazioni realistiche onde evitare false aspettative.
A seconda della risposta psicologica del paziente dovrà valutare la necessità o meno di dare le opportune informazioni in uno o più tempi, coinvolgendo non solo la ET nurse, ma anche i volontari del gruppo stomizzati. Spesso infatti un colloquio con chi ha superato lo stesso problema, può essere fondamentale per affrontare con serenità l'intervento. Il chirurgo deve spiegare che con l'intervento verrà rimossa la malattia incompatibile con la vita e che grazie alla stomia sarà possibile riprendere una vita quasi normale. Se si prevede una colostomia sinistra, il paziente va informato che esiste la tecnica riabilitativa dell'irrigazione che può dare 24 48 ore di relativa continenza.
PERIODO INTRA-OPERATORIO E' questo un tempo fondamentale, che condizionerà tutta la vita del paziente. Durante l'intervento si deve porre una cura speciale al tempo della stomia, adottando tutti gli accorgimenti di scuola e personali che derivano dall'esperienza maturata negli anni, frutto anche del costante confronto con le ET nurses e gli stomizzati stessi. Purtroppo la stomia, per motivi tecnici, deve essere necessariamente fatta alla fine dell'intervento, quando il team chirurgico può essere più stanco ed in taluni ospedali è abitudine lasciarla fare ai colleghi più giovani e quindi con meno esperienza. Tale cattiva usanza va combattuta diffondendo la cultura dello "stoma care", consapevoli che una stomia ben fatta significa una buona qualità di vita per lo stomizzato.
PERIODO POST-OPERATORIO Anche questa fase è piuttosto delicata. E' il momento in cui lo stomizzato prende contatto con la realtà e confronta le informazioni avute con le sue nuove sensazioni. Il supporto del chirurgo sarà sia di tipo tecnico che psicologico il paziente va rassicurato e seguito da vicino per valutare l'andamento del post-operatorio, pronti a prevenire ed a trattare eventuali complicanze. Con l'aiuto del chirurgo e dell' ET nurses, il paziente ed i suoi familiari prenderanno confidenza con l'uso delle sacche in modo che alla dimissione lo stomizzato possa gestire autonomamente la sua stomia.
PERIODO DEL FOLLOW-UP Nella out-patients stoma clinic lo stomizzato viene regolarmente seguito nel tempo per completare il percorso riabilitativo, per programmare gli opportuni controlli ( colonscopia, markers, ecografia ecc..), per prescrivere le sacche più idonee e per dare le opportune informazioni sugli ultimi prodotti offerti dal mercato.
Se necessario il chirurgo consiglierà ai familiari stessi di eseguire un'indagine colonscopica per diagnosticare e rimuovere sospetti polipi, prevenendo così la comparsa di eventuali tumori del colon-retto. Seguirà inoltre l'evoluzione della stomia ed in caso di comparsa di complicanze quali stenosi, ernie parastomali, prolassi ecc.. valuterà il trattamento più opportuno. Molte volte, specie in passato, succedeva che il chirurgo era refrattario a correggere una complicanza stomale. Attualmente, grazie alla collaborazione con le associazioni degli stomizzati, questa mentalità va progressivamente cambiando e l'ipotesi di un intervento chirurgico per trattare una complicanza stomale, viene presa in considerazione anche solo per migliorare la qualità della vita.
|