Allo studio il bonus-pannolone: è davvero la soluzione?

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Allo studio il bonus-pannolone: è davvero la soluzione?

Allo studio in bonus pannolone, la nuova proposta di modello assistenziale elaborato da CERGAS SDA Bocconi.

Nell’articolo riportato sul Corriere della sera – salute del 17 novembre 2018 leggiamo:

“Il progetto prevede l’erogazione omogenea in tutte le Regioni, a spesa pubblica complessiva invariata, di un bonus-pannolone in media da 9 a 56 euro a paziente, secondo la gravità della patologia, da utilizzare mensilmente tramite tessera sanitaria. Ciascuno potrà scegliere il presidio più adatto alle proprie esigenze fra quelli disponibili in farmacia o nelle ASL, con l’aiuto di un tutor, farmacista o infermiere o attraverso una piattaforma web, per una consegna in farmacia, nelle ASL o a casa. Il progetto, a parità di costi per il SSN, punta a un sistema nazionale omogeneo, più semplice, equo, efficiente ed ecosostenibile, pur diminuendo la spesa per le famiglie.”

Ma questo bonus può essere davvero la soluzione ai problemi delle persone incontinenti?

Ecco il punto di vista di alcuni componenti del nuovo comitato interno sull’incontinenza della Fais Onlus:

La proposta di erogare un “bonus pannolone”  in misura distinta per grado di gravità dell’incontinenza, purché economicamente sufficiente a soddisfare i bisogni dell’assistito, a parer mio, va necessariamente e improrogabilmente coniugato con la costituzione in ogni regione italiana della Rete dei Centri per la prevenzione, diagnosi e cura dell’incontinenza di primo, secondo e terzo livello, così come convenuto nella Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, nella seduta del 24 gennaio 2018. Infatti mentre con l’erogazione del bonus si soddisfa il diritto dell’assistito di liberamente scegliere l’ausilio più idoneo alle proprie esigenze, con l’attivazione dei centri si garantisce la piena presa in carico del paziente e quindi anche la sua possibile riabilitazione, talvolta fino all’eliminazione dell’ausilio di assorbenza. L’incontinenza urinaria è una patologia purtroppo molto diffusa, colpisce circa 4/5 milioni di persone, molto invalidante, con elevati costi personali e sociali, pertanto deve essere considerata dallo Stato a tutto campo, omogeneizzando le procedure di “care” in tutto il Paese ed azzerando le persistenti diseguaglianze in materia sanitaria.    

Marina Perrotta – Presidente Fais Onlus

L’erogazione agli assistiti, da parte del SSN, non più dei dispositivi medici, ma del budget di spesa, come accade attualmente in Piemonte ove risiedo, consente da un lato una migliore razionalizzazione della spesa e dall’altro garantisce il diritti di libera scelta del dispositivo che maggiormente si adatta alle esigenze del paziente. Resta da stabilire se il budget attualmente disponibile sia realmente sufficiente. D’altro canto resta l’annoso problema, che il SSN sembra non percepire, della riabilitazione. Una corretta campagna di prevenzione e una adeguata rete di riabilitazione può condurre ad una migliore qualità di vita della popolazione e ad un cospicuo risparmio per il SSN stesso. Unica conseguenza negativa sarebbe una caduta del mercato dei dispositivi, cosa che deve comunque essere considerata.

Dott. Roberto Aloesio – Responsabile Scientifico Fais Onlus

Sono stata presente alla consensus conference alla Bocconi in merito a questo possibile piano di azione e cambiamento. Ritengo possa essere davvero una conquista per il paziente. Sottolineavano che tra le proposte, quella dell’accordo quadro ( come avviene in Veneto per i presidi per stomia) sia il più efficace per la sostenibilità e soddisfazione del paziente. Inoltre è arrivato il momento per noi terapisti dell’incontinenza di effettuare delle valutazioni effettive della gravità dell’incontinenza, per poter dare più possibilità a chi ha bisogno di utilizzare più pannoloni risparmiando sugli incontinenti lievi anche proponendo la riabilitazione perineale. Ne era convinto il presidente di Senior Italia Messina Roberto e soprattutto il presidente dell’ICS Internazional Continence Society dott. Cervigni. Tuttavia l’accordo quadro vedrebbe la presenza di tutte le aziende sul mercato, ma saranno favorite quelle che effettueranno studi sulla qualità. Il pannolone ideale deve assorbire tanto e non creare dermatiti o infezioni. Ma il pannolone ideale è giusto che lo scelga il paziente, e forse ci siamo.

Dott.ssa Fanni Guidolin – Infermiera stomaterapista e riabilitatrice del pavimento pelvico

 

si legge ancora nell’articolo del Corriere della sera – Salute:

“Ciascuno potrà scegliere il presidio più adatto alle proprie esigenze fra quelli disponibili in farmacia o nelle ASL,

con l’aiuto di un tutor, farmacista o infermiere o attraverso una piattaforma web”

 

come riportato da Fanni Guidolin, presente all’evento, la riabilitazione perineale sarebbe proposta come opzione per gli incontinenti lievi, perché non è stata data la stessa visibilità giornalistica a questa soluzione?

La domanda che ci poniamo noi è la seguente: Si parla di un risparmio di 9 milioni annui per le famiglie, quanto si potrebbe risparmiare con una corretta campagna di comunicazione sulla prevenzione e cura dell’incontinenza?

certamente sarà uno degli obiettivi Fais per il prossimo anno.

By | 2018-11-29T10:01:30+00:00 novembre 29th, 2018|Articoli|Commenti disabilitati su Allo studio il bonus-pannolone: è davvero la soluzione?